Guide//agg. 18 marzo 2026/5 min

Come assegniamo il grade alle carte su Dashi

Scansioni fronte e retro, quattro subscores, un punteggio finale e revisione staff. Ecco come funziona oggi il grading su Dashi

Come assegniamo il grade alle carte su Dashi

Su molti marketplace la condizione della carta è una dichiarazione del venditore. La classica etichetta "Near Mint" può voler dire cose diverse da persona a persona, e quando le foto non sono perfette il margine di interpretazione diventa ancora più grande.

Su Dashi il grading serve proprio a ridurre questa zona grigia.

Non è il venditore a decidere in autonomia la condizione della carta. La carta arriva in hub, viene scansionata in HD fronte e retro, l'AI analizza le scansioni e assegna un grade seguendo regole precise. Prima della conferma finale, lo staff può comunque rivedere il risultato e correggerlo se necessario.

Detto questo, il grade non è la "verità assoluta" della carta. È uno strumento in più per leggere la condizione in modo coerente. La fonte che fa più fede resta sempre la scansione, perché è la rappresentazione visiva diretta della carta che stai comprando, vendendo o scambiando.

Schermata Dashi con scansione carta e grade

Da dove parte il grading

Il grading parte da scansioni reali fatte in hub. Non da foto caricate dall'utente.

Per ogni carta analizziamo:

  • fronte
  • retro
  • identificazione della print
  • lingua
  • variante o finitura
  • eventuale prima edizione

Questa parte conta più di quanto sembri. Se la carta viene identificata male, anche il resto del processo rischia di partire con il piede sbagliato. Per questo il sistema cerca prima di leggere nome, numero e set code direttamente dalla carta, invece di indovinare.

I quattro subscores

Il risultato del grading non nasce da un voto unico dato "a occhio". Nasce da quattro subscores da 1 a 10:

  • surface: superficie della carta, fronte e retro. Qui rientrano graffi, print lines, scuffs, usura e difetti visibili
  • corners: stato degli angoli. Il subscore è guidato soprattutto dall'angolo peggiore
  • centering: centratura del fronte, quindi rapporto sinistra/destra e alto/basso
  • edges: stato dei bordi lungo tutto il perimetro, davanti e dietro. Anche qui pesa soprattutto il bordo peggiore

La superficie non riguarda solo il fronte. Il retro viene considerato davvero nel voto, perché spesso è proprio lì che si vede più usura.

Anche per angoli e bordi la logica è conservativa. Se un punto della carta è chiaramente più debole degli altri, quel difetto non viene nascosto dalla media.

Scansione fronte e retro con gli elementi che influenzano il grade

Come calcoliamo il punteggio finale

I quattro subscores hanno pesi diversi. Oggi il punteggio composito viene calcolato così:

score = surface×0,34 + corners×0,33 + centering×0,05 + edges×0,28

La centratura pesa meno rispetto a superficie, angoli e bordi. La scelta è voluta: nel contesto di una carta raw in custodia, i segni reali di usura pesano più di una centratura non perfetta.

Da questo punteggio ricaviamo poi il grade finale:

  • S se il punteggio è almeno 9,0
  • A se è almeno 7,5
  • B se è almeno 6,0
  • C se è almeno 4,0
  • D se è sotto 4,0

Cosa significa ogni grade

Il punteggio determina la lettera, ma la lettera da sola non basta. Ecco cosa aspettarsi concretamente da ogni grade.

Prima di entrare nel dettaglio, un concetto chiave: il white core exposure (白欠け). Le carte sono fatte a strati — superficie colorata sopra un nucleo di cartoncino bianco. Quando angoli o bordi si consumano, il nucleo diventa visibile come puntini, schegge o linee bianche. È l'indicatore primario della condizione di angoli e bordi.

S — Near Mint

Carta senza difetti visibili a distanza normale (~40 cm). Superficie con gloss pieno su fronte e retro, nessun graffio. Angoli tutti sharp, senza puntini bianchi visibili a occhio nudo. Bordi puliti, senza scheggiature o sbiancamento. Centratura regolare.

Al massimo possono esserci 1-2 micro-imperfezioni visibili solo sotto lente o a meno di 10 cm. I micro-graffi di fabbrica sulle holo non contano come difetti.

A — Excellent

Carta con difetti minori visibili solo a ispezione ravvicinata. Superficie ancora con buon gloss, ma può avere print lines leggere o un graffio sottile visibile solo sotto luce angolata. Angoli con piccoli puntini bianchi su 1-2 angoli, visibili da vicino ma non a ~40 cm. Bordi con leggero sbiancamento su 1-2 lati.

A prima vista la carta sembra in ottimo stato. I difetti emergono solo guardandola da vicino.

B — Good

Carta con segni evidenti di handling visibili a distanza normale. Superficie con graffi multipli, scuffing o perdita di gloss moderata. Angoli con white core exposure su 2-3 punti e inizio di arrotondamento. Bordi con sbiancamento su più lati, possibili piccoli chips.

I difetti sono chiari ma non ci sono danni strutturali: niente pieghe, niente danni d'acqua.

C — Played

Carta con usura diffusa e evidente. Superficie pesantemente segnata: graffi profondi, gloss compromesso, possibile sporco. Angoli arrotondati con whitening su tutti e quattro. Bordi con sbiancamento significativo e chips su più lati. Possibili pieghe leggere.

La carta è strutturalmente integra e non è stata manomessa — niente bordi inchiostrati, niente scritte.

D — Poor

Carta con danni severi o manomissione. Superficie gravemente compromessa. Angoli piegati o strappati. Bordi con chips grandi, fraying o delamination. Oppure carta manomessa: bordi inchiostrati, scritte, ritagli, danni d'acqua severi con warping permanente.

Il valore collezionistico è quasi azzerato.


Per il dettaglio completo di cosa significano i punteggi da 1 a 10 in ogni subscore, c'è la guida ai rubric del grading.

La penalità sul subscore peggiore

Nel sistema attuale non usiamo solo una media pesata.

Se tra surface, corners ed edges c'è troppo divario, il risultato finale viene spinto progressivamente verso il subscore più basso. La centratura è esclusa da questa penalità, perché ha un peso molto più piccolo nel modello.

In pratica:

  • se i subscores principali sono vicini, il punteggio resta vicino alla media pesata
  • se uno dei tre è molto peggiore degli altri, quel difetto pesa di più sul risultato finale

Questa regola serve a evitare valutazioni troppo generose in casi sbilanciati. Una carta non dovrebbe prendere un voto alto solo perché tre aree sono ottime se la quarta ha un problema evidente.

Come ragiona l'AI

Il prompt usato oggi non si limita a chiedere un voto finale. Impone una sequenza precisa di controllo:

  1. analisi del fronte
  2. analisi del retro
  3. controllo dei quattro angoli
  4. verifica della centratura
  5. controllo dei quattro bordi
  6. sintesi finale

Ci sono anche regole esplicite che rendono il sistema più conservativo:

  • se l'AI è indecisa tra due voti, deve scegliere quello più basso
  • un 10 richiede assenza di difetti visibili
  • più difetti piccoli si sommano
  • il retro conta nel subscore superficie
  • il ragionamento deve citare i difetti trovati e indicare quale lato è messo peggio

L'obiettivo non è avere un output "ottimista", ma un output coerente.

Popover del grade con breakdown di superficie, angoli, centratura e bordi

Dove interviene lo staff

Il risultato dell'AI non viene confermato alla cieca.

In hub lo staff può rivedere scansioni, riconoscimento e grading prima della conferma finale. Se serve, può rilanciare l'analisi o correggere i dati della carta.

Quando la carta viene confermata, salviamo nel sistema il grade finale, i quattro subscores, il punteggio numerico e le note del grading. Se in seguito c'è una correzione, resta traccia dell'override.

Cosa rappresenta questo grade

Il grade di Dashi non è una slab e non vuole sostituire i servizi di grading esterni pensati per altri casi d'uso.

È un grading operativo per carte raw in custodia. Serve a creare un riferimento coerente all'interno della piattaforma, ridurre le discussioni sulle condizioni e fare in modo che compratore e venditore guardino la stessa carta con lo stesso metro.

Va letto come un supporto, non come sostituto della scansione. Se il grade ti aiuta a orientarti più in fretta, bene. Ma la fonte primaria resta sempre l'immagine della carta fronte e retro.

Per casi particolari, come carte alterate, firmate o con caratteristiche fuori standard, può avere più senso trattare la carta come ungraded invece di forzarla dentro questa scala.

Un sistema che può evolvere

Il modello attuale è già strutturato, ma non viene considerato definitivo.

Le aree più delicate restano:

  • scansioni difficili o con riflessi
  • difetti di produzione poco comuni
  • casi borderline tra carta molto pulita e carta eccezionale
  • situazioni in cui il collezionista attribuisce alla centratura un peso maggiore rispetto al nostro modello

Il vantaggio di avere un sistema interno è proprio questo: possiamo iterare, calibrare e migliorare il grading nel tempo senza cambiare il principio di base.

In sintesi

Su Dashi il grade nasce da scansioni fronte e retro, viene scomposto in quattro aree, trasformato in un punteggio con pesi precisi e corretto quando c'è un difetto dominante. Prima della conferma finale c'è comunque una verifica in hub.

L'obiettivo è semplice: ridurre la soggettività tipica dei marketplace tradizionali e rendere la condizione della carta più leggibile e verificabile, senza sostituire la scansione che resta il riferimento principale.

Se vuoi vedere dove si inserisce questo processo nel flusso completo, puoi leggere anche come funziona Dashi e guida alla spedizione di carte Pokémon.

Dashi — The Card Exchange

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